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Filtri piscine: qual è il migliore, come funzionano e quale scegliere?

Filtri piscine: qual è il migliore, come funzionano e quale scegliere?

Da un buon metodo di filtrazione dell’acuqa e dalla sua corretta manutenzione passa molta della longevità della vostra piscina. Ecco perché è bene conoscere le alternative sul mercato e quale sia il migliore dei filtri piscine fra cui scegliere.

Le due migliori tipologie fra i filtri piscine sono quello multistrato e quello a diatomea. Vediamo perciò assieme come funzionano, i rispettivi vantaggi e quale scegliere in base alla propria piscina e preferenze.

Filtro multistrato

tutto ciò che devi sapere sul filtro multistratoI filtri multistrato sono in grado di contenere i costi di gestione, che risultano nettamente inferiori rispetto agli impianti monostrato, poiché la gradualità e la selettività dell’azione dei letti filtranti impedisce che le particelle più grandi ostruiscano superficialmente il filtro.

Si evidenza così un notevole risparmio di acqua destinata al contro lavaggio e, trattandosi spesso di acqua riscaldata, un conseguente risparmio energetico e gestionale. I filtri multistrato sono tutti a massa filtrante e prevedono tre strati di minerali sovrapposti, aventi granulometrie e pesi specifici diversi, disposti in maniera decrescente dall’alto al basso.

L’acqua da filtrare, attraversando gli strati filtranti, distribuisce gradualmente la sua torbidità su tutta la massa filtrante e viene raccolta in un particolare denominato candela, prima di essere ridistribuita in vasca. La rimozione della torbidità e dei solidi sospesi, costituente tra l’altro ostacolo alla disinfezione dell’acqua, si basa sul principio chimico-fisico della flocculazione spontanea.

Il filtro multistrato consente così inoltre di evitare l’utilizzo di prodotti chimici per questo processo. I vantaggi di questo filtro sono l’alta qualità di filtraggio, la facile manutenzione, un buon rapporto qualità prezzo e una longeva durabilità. Sono i filtri per piscine più diffusi nell’ambito delle strutture interrate.

Filtro a diatomea

tutto ciò che devi sapere sul filtro a diatomeaL’altra alternativa più gettonata fra i filtri piscine sono quelli che utilizzano un metodo di filtrazione a diatomee. La diatomea è una polvere bianca e impalpabile ricavata dai gusci silicei fossei di microalghe, che ha un’elevata porosità e una granulometria inferiore rispetto ai quarzi dei filtri a sabbia. La caratteristica tecnica che contraddistingue questi filtri sono gli elementi autopulenti che fanno da supporto al manto di diatomee.

Con questa tecnica l’acqua proveniente dalla vasca viene immensa nel filtro, attraversa il manto di polvere di diatomee distribuito uniformemente sulla superficie degli elementi filtranti, che ne trattengono la torbidità per rimandarla poi, illimpidita, nella vasca. Gli elementi pulenti, costituiti da molle in acciaio inox rivestito da una calza in polipropilene, si accorciano all’aumentare delle perdite procurate dallo sporco e dalla torbidità che via via vengono trattenute dal filtro.

L’eccezionale estensione della superficie filtrante degli elementi autopulenti consente così di ottenere alte portate con ingombri estremamente ridotti e con consumi minimi di energia e di polvere di diatomee. La depurazione si rivela perciò essere molto efficiente, in grado di rendere l’acqua brillante come nessun altro sistema di filtrazione è capace di fare.

Lo svantaggio che si riscontra nell’utilizzo di un filtro a diatomea è però che si tratta di impianti molto delicati, che necessitano di una pulizia accurata, durante la quale ogni volta la polvere di diatomea deve essere sostituita.

Inoltre, le piscine dotate di un impianto a diatomea devono accompagnarlo con l’istallazione di un riduttore di pH e cloro, per evitare che si danneggi il filtro, dovendo ricorrere così a qualche spesa extra.