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Come trattare l'acqua della piscina

Come trattare l'acqua della piscina

Scopriamo le domande più frequenti per coloro che vogliono trattare e mantenere pulita l'acqua della piscina

Se sei alle prime armi con la tua piscina fuori terra, e non sai da dove iniziare e quali procedimenti seguire per una corretta manutenzione, ciò che devi assolutamente sapere è che l’acqua di una piscina è un elemento indispensabile, che cambia continuamente a seconda di determinate condizioni chimiche e che non puoi e non devi sottovalutare.

Per questo è importante averne cura e trattarla nel modo corretto, se vuoi essere sicuro del suo equilibrio, della sua qualità e del comfort della tua famiglia e dei tuoi amici. 

Ecco tutti i passaggi che ti consentiranno di avere sempre una piscina pulita e sicura, da mostrare con vanto ad amici e parenti.
Pronto a prendere nota?
 

Come trattare l’acqua della piscina: le basi

Prima di entrare nel dettaglio e iniziare a parlare dell’uso dei prodotti chimici, faresti bene ad informarti sulle proprietà dell’acqua con un kit per i test chimici.

Conoscere le sue caratteristiche ti aiuterà con il dosaggio di cloro e pH. E ricorda di analizzare l’acqua a diverse prondità, poiché le caratteristiche di sospensione potrebbero variare.

È utile ricordare che questi controlli vanno fatti infatti ogni 3-4 giorni, ad inizio stagione (nei mesi di marzo, aprile e maggio), e ogni 2 giorni nei mesi di giugno, luglio e fino alla fine di agosto.
 

Come trattare l’acqua della piscina: il controllo del pH

Dopo aver controllato la qualità e le proprietà dell’acqua della piscina, procediamo con l’analisi del pH, un altro parametro fondamentale per l’equilibrio chimico corretto dell’acqua della piscina.

L’equilibrio dell’acqua è un parametro essenziale perché permette di garantire una disinfezione efficace della piscina. Valori di pH troppo elevati o troppo bassi provocano l’irritazione di pelle ed occhi, la corrosione delle attrezzature metalliche e l’inefficacia dell’azione del cloro.

Fa molta attenzione: il valore ideale del pH dell’acqua di una piscina, fuori terra o interrata, deve essere compreso tra 7,2 e 7,6 per garantire una disinfezione efficace e un bagno sereno e senza conseguenze.
Come ottenere questo valore? Hai due opzioni:

Se il pH è troppo basso puoi alzarlo tramite correttori di acidità/basicità, detti “pH+”, e tieni sempre in considerazione che temperature elevate e la clorazione tendono a farne aumentare il valore naturalmente.

Se il pH è troppo alto puoi abbassarlo con correttori di acidità/basicità, definiti “pH-“. Non dimenticare di verificare sempre il valore del pH prima di procedere con qualsiasi prodotto chimico. 
 

Come trattare l’acqua della piscina: disinfezione col cloro 

Una volta normalizzato il pH, possiamo passare allo step più importante del trattamento dell’acqua: la disinfezione o sanificazione. Per decontaminare l’acqua della piscina esistono in commercio vari prodotti: c’è il bromo, l’ossigeno attivo e altri ancora. Ma sicuramente il più efficace ed economico è il cloro.

Il suo valore si esprime in mg o ppm ed è presente in varie forme. Il giusto valore di cloro libero dell’acqua della piscina dovrebbe sempre oscillare tra 0,6 ed 1,5 ppm.

Come ottenere questo valore? Basta agire, a seconda delle necessità, con:

  • Cloro in pastiglie o tricloro: a rilascio graduale, si può usare una pastiglia con il 90% di cloro attivo da sciogliere in 100 mc di acqua.
     
  • Cloro in polvere o dicloro: è preferibile utilizzare un grammo di dicloro al giorno per ogni metro cubo di acqua da trattare.

Save the date: dovrai farlo ogni settimana. E se dovessi dimenticartelo per qualche settimana, o ad apertura e chiusura della piscina, o nel caso di una forte pioggia estiva, è consigliabile fare una clorazione shock (o clorazione d’urto). Si tratta semplicemente di una disinfezione che utilizza concentrazioni di cloro molto più alte del normale (circa il doppio), durante la quale è importante mantenere l’impianto di filtrazione più attivo del solito, per permettere al trattamento di diffondersi meglio.

Consigliamo di non utilizzare la piscina, per almeno 2 o 3 giorni, fino a quando il valore del cloro libero non raggiungerà il valore ideale di 1 ppm.
N.B. Per tutti i prodotti chimici che andrai ad utilizzare nella tua piscina, dovrai attenerti scrupolosamente alle istruzioni riportate sulle etichette.
 

Come trattare l’acqua della piscina: durezza e alcalinità 

Ci sono altri due parametri da tenere in considerazione per un giusto trattamento dell’acqua della piscina, ovvero la durezza e l’alcalinità.

La durezza dell'acqua (TH) è dovuta alla naturale presenza in essa del calcio e del magnesio. Una durezza dell’acqua troppo elevata si può ripercuotere su alcuni componenti interni della piscina come le guarnizioni, le bocchette e altri elementi facilmente attaccabili dal calcare.

L’alcalinità (TAC), invece è un parametro importante tanto quanto il pH, infatti, al variare di uno varia anche l’altro. Tenerlo sotto controllo ti permetterà di evitare problemi alla manutenzione dei filtri e delle pompe, oltre che sul pH stesso. Può anche creare incrostazioni sul rivestimento della piscina. Un livello di alcalinità buono è compreso tra 80 e 125 ppm.
 

Come trattare l’acqua della piscina: guerra alle alghe 

Dopo aver fatto tutte le analisi dell’acqua sopra descritte, non resta che superare l’ultima sfida: le alghe verdi.

Al contrario di cloro e pH, la presenza o meno di alghe non si misura, ma risulta percepibile al tatto e alla vista. L’acqua di una piscina dalle gradazioni verdognole è sicuramente sintomo di poca salubrità. 
Le alghe rendono scivolose e quindi pericolose le pareti e il fondo delle piscineNon sottovalutare l’aspetto estetico, in quanto le alghe colorano l’acqua con varie tonalità di verde a seconda dei loro stadi di sviluppo, potresti ritrovarti a fare il bagno in una palude capitanata da funghi e batteri. 

È quindi preferibile prevenire le alghe utilizzando un semplice alghicida come un coadiuvante per tenere a freno la loro nascita e la loro proliferazione. Generalmente, una buona circolazione dell’acqua, una corretta clorazione e un preciso controllo del pH, dovrebbero essere sufficienti per evitare la loro riproduzione.

Per i dosaggi dell’alghicida attenersi alle istruzioni del prodotto acquistato.